Le pratiche relative alla Green Card negli Stati Uniti

Le pratiche relative alla Green Card

Le pratiche relative alla Green Card

Sapete quale blog compare come primo risultato quando si cerca su internet “Green Card per Matrimonio”? Non state sulle spine. Il mio. Devo dire che questo risultato mi sorprende e mi lusinga allo stesso tempo. Ho parlato in soli due post della mia esperienza, spiegando come io ho conseguito la Green Card per matrimonio. Ho scritto ciò che sapevo al riguardo, ed ho aiutato con qualche consiglio non-professionale quanti di voi mi hanno scritto alla ricerca di chiarimenti.

Per chi si trova a navigare per la prima volta la burocrazia americana, capisco che ogni suggerimento sia il benvenuto. Quindi oggi aggiungeremo qualcosa a quanto detto in precedenza, e alla fine del post, troverete un intervista con la mia amica e “italiana immigrata” Veronica.

Le pratiche relative alla Green Card

Le pratiche relative alla Green CardUna domanda che mi viene rivolta molto spesso, quando si tratta di iniziare le pratiche relative alla Green Card, é se sia meglio affidarsi ad un avvocato, oppure no. I pro e i contro di questa opzione sono abbastanza ovvi. Tra gli aspetti positivi: affidarsi ad un esperto che ha seguito queste procedure molte volte, ottenere consigli personalizzati (quasi tutti noi abbiamo quel “qualcosa” che non rientra nel caso standard, e che magari non ha risposta sul sito dell’USCIS). Tra gli aspetti negativi: beh, sicuramente la spesa.

Quello che é certo é che, se si sceglie di avvalersi di un legale, non si deve cercare di risparmiare. Come ho scritto nel mio altro post, “Come ho avuto la mia green card matrimonio“, meglio pagare – il giusto – e dormire sereni.

Veronica, come racconta nella sua intervista, é una di quelle persone che ha cercato, comprensibilmente, di risparmiare. Ma se ne é pentita. Un trasferimento ultraoceanico é sempre costoso, ed é normale che si cerchi di limitare le spese dove possibile. Credetemi, non é sull’avvocato che volete fare economia. Accertatevi che la persona cui sceglierete di affidare la vostra pratica, abbia un’eccellente reputazione.

Veronica ha scoperto, poco dopo avere versato una prima quota, che il “legale” da lei assunto non era nemmeno un avvocato, ma solo un paralegale. All’inizio non si é preoccupata poi tanto – cosa poteva esserci di cosí difficile nel compilare alcuni moduli e spedirli all’ufficio di competenza? Ricordatevi che la mancanza di professionalitá può complicare anche le cose più semplici. Il paralegale ingaggiato da Veronica ha commesso errori grossolani come sbagliare i suoi dati anagrafici, ma soprattutto l’indirizzo di residenza. Questo ha fatto si che la risposta dell’USCIS non sia mai arrivata a destinazione!

Mentre Veronica aspettava in buona fede di ricevere la chiamata dell’Immigration, l’Immigration aspettava che lei si presentasse ad un appuntamento di cui di fatto, la nostra amica non aveva mai saputo nulla. Veronica si é ritrovata, suo malgrado, illegale perché non ha risposto alle lettere dell’USCIS pur rimanendo negli Stati Uniti. Per risolvere l’inconveniente, é stato necessario inoltrare una pratica ex-novo, pagando nuovamente l’intera somma dovuta.

La storia ha tutto sommato un lieto fine, visto ritrovarsi da illegali negli Stati Uniti non é affatto uno scherzo.

Nel nostro prossimo post, intervisteremo un altro amico, Giuliano, che ha assunto un legale competente, ed ha avuto la giusta assistenza.

 

Jessica

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