cose che capirai fino in fondo solo da immigrato

Cose che capirai fino in fondo solo da immigrato

Vivere in un altro paese: il sogno di molti. Si immaginano la loro vita ad un’altra latitudine, ed in genere romanzano la fantasia in positivo. Le email che ricevo sono piene di speranze e aspettative. Gli italiani, in questi tempi grami, vorrebbero comprensibilmente ritrovarsi in un posto dove almeno un diritto, quello al lavoro – ironicamente il fondamento della nostra Costituzione – sia davvero riconosciuto. photo 1Ma nella lista dei desideri c’è molto di piú, c’è la ricerca del luogo ideale dove essere per sempre felici e contenti. Su questo mi sento di disilludere invariabilmente tutti, come ho scritto nel mio primo post qui.

Per il resto, la mia corrispondenza è piena di domande un po’ piú pratiche, che spesso iniziano con “E’ vero che…?”. A volte mi sono trovata in difficoltá a rispondere, soprattutto a rispondere in versione breve, perchè credo ci siano alcune cose che solo da immigrati si possano capire pienamente.

Non stupitevi se, nel leggere il mio umile elenco a seguire, vi ritroverete a pensare “Ma questo è ovvio”. Vivere queste cose quotidianamente, da all’ovvietá tutto un altro valore.

Oh, devo fare il disclaimer? OK, lo faccio: quello che scrivo rappresenta la mia opinione personale bla, bla…; non prendetemi troppo sul serio!

1) Sentirai la mancanza del tuo paese. Uh, prima ovvietá. No, non parlo solo dell’aroma dell’arabica e cornetto al mattino, nè della prima passeggiata primaverile in Via del Corso. Dico questo soprattutto in risposta a quanti sostengono di “non poterne piú” dell’Italia, che una volta partiti non guarderanno mai indietro, che addirittura odiano la terra in cui sono nati. Vi prego di non cadere in questo tranello. Credo che sia comprensibile vergognarsi di certi individui che saccheggiano e degradano il nostro paese, non solo i politici, ma anche i cittadini dalla mentalitá insalubre. Capisco che ci si possa sentire arrabbiati, tanto piú se praticamente costretti a partire in cerca di una vita migliore. Ma non odiate casa vostra. E se proprio la odiate, beh, allora si, dovete andarvene. Andatavene. Al piú presto possibile.

2) Apprezzerai il tuo paese un po’ di piú. Sono passati molti anni da quando ho iniziato a viaggiare (ed abitare) in posti diversi, e non ho ancora incontrato un popolo così poco orgoglioso di se’ quanto quello italiano. Io devo mettermi nella lista dei colpevoli. In un tempo lontano sono stata un’inerme giovincella che ascoltava amici, familiari, ma anche insegnanti, preti, negozianti e vicini di casa, tutti abituati a biasimare sempre il governo, il sistema, “gli altri”, quelli che si comportavano da furbi. Sfuggiva ai piú che “furbi” e “fessi”, in turno, lo eravamo tutti. Il primo grande regalo che ho ricevuto lasciando l’Italia è stato capire quanto grande sia il mio paese e quante cose il resto del mondo ci invidi. E ancora una volta non si tratta solo dei nostri bei monumenti, ma anche di cose che passano inosservate nel quotidiano, addirittura di cose che in genere critichiamo. Un esempio? La sanitá… E se ti interessa la mia opione approfondita sull’argomento, clicca qui.

3) Imparerai che è meglio tacere quando avrai voglia di criticare il paese ospitante (e prima o poi ne avrai voglia). A meno che tu non sia Jessica Burgio. Nel qual caso farai sempre appello al primo emendamento, cadrai in incidenti diplomatici di varia natura e starai sulle palle a un sacco di gente. E non dico che sia una bella cosa.

Sappiate che negli Stati Uniti si assiste ad un fenomeno praticamente opposto al nostro: le persone amano il proprio paese, che è cosa buona e giusta, e i piú ne hanno pure cieca fiducia e non apprezzano lo spirito critico di chicchessia. Di fronte all’evidenza, alcuni manifestano sintomi di dissonanza congitiva.

Photo 3Recentemente una persona della mia famiglia si è offesa in reazione a delle battute che a volte scrivo riguardo l’America sui social media. Questo evento, pur trascurabile, mi ha portata a riflettere su alcune cose. Innanzitutto quello che chiamerei il punto numero 4) Scoprirai che il tuo senso dell’umorismo è imprescindibilmente legato alla tua cultura e spesso non sará capito e/o apprezzato. Secondariamente il fatto che la critica di un “ospite”, anche se garbata, anche se spiritosa, assume sempre dei toni un po’ piú gravi di quelli in cui è stata concepita. Immaginate l’immigrato in Italia che si lamenta dei trasporti. Si, avrá anche ragione, peró…

5) Inventerai parole nuove, parlerai con te stesso in lingua straniera e soffrirai di brevi amnesie relative al tuo proprio idioma. Io ho studiato italiano. Io insegno italiano. La mia bimba ha detto la sua prima parola e per fortuna ha detto “mamma” e non “mommy”. Peró occasionalmente mi sono ritrovata a coniare dei neologismi raccapriccianti. Photo 4Alcuni dei miei preferiti: “affordabile” (maccheronico dell’inglese “affordable”, cioè dal prezzo ragionavole); “coldo” (italianizzazione di “cold”, freddo); “fittare” (“to fit”, stare bene, detto di capo d’abbigliamento); “I’m dorming” (sto dormendo). E si, le ho dette veramente tutte, e no, non stavo sempre dormendo. – Apprezzeró i vostri neologismi nei commenti.

6) Scoprirai che ci sono cose che hai sempre considerato ovvie, note a tutti ed assolute, e invece… Negli Stati Uniti Cristoforo Colombo (quando non lo spagnolo Christopher Columbus) è un personaggio impopolare. Uno sterminatore di poveri indios. Non c’è dibattito. E il vecchio Columbus’ day è stato eliminato molto tempo fa. Ernesto Che Guevara è un criminale, nessun dibattito nemmeno qui. Un’idea vagamente socialista è parente dell’idea vagamente comunista, e se hai ideee simili tanto vale che tu sia un rapinatore di banche.

Ma lasciamo la politica, pensiamo a cose piú gaie. Photo 5Una volta sono stata invitata a guardare la gran paritita del Super Bowl, un evento sportivo paragonabile agli europei di calcio. Ora, io di football non ci capisco molto, ma pensavo che sarebbe stato facile intuire le fasi del gioco, poiché queste si sarebbero snodate in maniera direttamente proporzionale alle urla, sudorazioni, imprecazioni ed altre espressioni cameratesche dei miei ospiti. Da noi si fa così, ovvio, no? Immaginate il mio stupore quando mi sono ritrovata in un gruppo di tranquillissimi spettatori, uno dei quali sgranocchiando noccioline disse a un altro in tono piatto: “Bel gioco”. E io: “Chi? Cosa? Che é successo?” “La sua squdra ha segnato” mi hanno risposto. Aspetta. Stai dicendo che hanno segnato? E nessuno fa la ola? E stai dicendo che in questa stessa stanza ci sono tifosi di squadre diverse che si fanno i complimenti?! Beh, tutte queste chiacchiere per dire che… Non esistono assoluti. E spesso sarete vittime di quello che il nuovo paese si aspetta da voi. Perchè anche loro credono che tutti, dovrebbero sapere che ____ (inserire “assoluto” a scelta).

7) Ti ritroverai in compagnia di molti altri immigrati. Certo, tutti vogliamo integrarci e fare amicizia con la gente del posto, e questo avverrà in proporzione all’individuale capacitá di adattamento e generiche doti di socievolezza. Ma gli altri immigrati – non solo i tuoi connazionali – condividono con te the secret, quello che gli expats sanno e gli altri no. Con loro potrai sfogarti di tutte le cose di cui ti ho suggerito di non parlare al punto 3; comprenderanno tutti i tuoi disagi; loro ti daranno le dritte su pratiche burocratiche, uffici pubblici, varie ed eventuali. E scoprirai finalmente che, a questa distanza, tante sono le cose che ti accomunano con persone di paesi che prima consideravi “stranieri”. Al momento le mie amiche piú care sono un’italiana, una polacca e una norvegese. Loro non trovano eccentriche le mie scuse per “la cucina in disordine”, fanno pasti ai miei stessi orari ed esattamente come me a questo punto capiscono perfettamente che…

8) Dopo un po’ non ti sentirai perfettamente parte del tuo paese di origine, ma nemmeno del tuo paese ospitante. Mettendo due (o piú) culture costantemente a confronto, avrai la possibilità di rivedere le idee tradizionali con cui sei cresciuto nel tuo paese (a meno che anche tu non soffra di dissonanza cognitiva). Ne abbandonerai alcune e te ne terrai altre. Alla fine troverai in te alcuni nuovi modi di pensare che ti faranno sentire distante dall’italiano tipico – qualunque cosa ció voglia dire – mentre altri ti faranno sentire distanti dall’americano medio. Complimenti, ora sei cittadino del mondo.

E voi, quali cose avete scoperto nel corso del vostro peregrinare, che presumibilmente i sedentari non possono comprendere fino in fondo?

Jessica

Click Here to Leave a Comment Below

Leave a Comment: