Come ottenere la Green Card americana?

Come promesso, sono qui a raccontarvi in dettaglio tutti i passi che ho dovuto seguire per avere la mia Green Card. Vi racconteró tutta la storia, ma se non vi interessa, saltate direttamente al paragrafo successivo.

Io ho ottenuto la mia Green Card matromonio in qualitá di coniuge di un cittadino americano.

Se questo non è il vostro caso, potreste comunque trovare utili le parti sulla visita medica e sull’intervista con l’Immigration.

Quando io e mio marito, al tempo fidanzato, vivevamo a Roma, avevamo un piano, estremamente vago, riguardo la nostra vita futura. Pensavamo che un giorno indefinito saremmo tornati negli Stati Uniti, ma non avevamo fretta. Quindi nemmeno avevamo mai fatto ricerche approfondite sulle procedure. Vittime dei miti hollywoodiani, pensavamo che sarebbe bastato sposarsi.

A marzo del 2012 Rick mi si presenta molto romanticamente con anello e relativa proposta di matrimonio. Il suo progetto, ingenuo e molto americano era: “sbrighiamoci e mettiamo in cantiere un bebè”. Non immaginerete la sua faccia mentre gli (ri)spiegavo che l’Italia non è Las Vegas, che non avremmo potuto convolare a nozze in un giorno; e nemmeno in un mese; e molto probabilmente nemmeno in tre. Che nostro figlio forse ci avrebbe fatto da paggio alle nozze…

vegas

Nonostante qualche brutta esperienza con la burocrazia italiana, per Rick restava semplicemente inconcepibile l’idea di dover girare da un ufficio all’altro, dover chiedere un giorno di permesso da passare interamente in fila da qualche parte e poi magari nemmeno concludere nulla per un cavillo.

Tutte spiacevolezze che ci sono accadute nel caso del matrimonio. Non mi dilungheró a narrare quel calvario che è la raccolta dei documenti necessari per sposare uno straniero in Italia. Terró per me parolacce e maledizioni che ancora oggi fluiscono spontanee quando penso alla mole di burocrati maleducati ed assenteisti con cui ho avuto a che fare.

Vi diró solo quando mi sono arresa. Quando dopo oltre tre mesi passati a raccogliere carte e mendicare (mendicare!) servizi, una sera mi sono ritrovata a scrivere al Ministero della Giustizia, Striscia La Notizia e a cercare il numero del mio vecchio psichiatra. Allora ho capito che era arrivato il momento di dire basta. Matrimonio in stand-by per un po’. Avevamo giá le vacanze prenotate per far visita alla famiglia di Rick negli States. “Andiamo in vacanza e al ritorno ci rimettiamo all’opera”.

Green card matrimonio gli Stati Uni...
Green card matrimonio gli Stati Uniti
In “vacanza” in Florida.

A luglio del 2012 Rick ed io siamo venuti in Florida pensando di restare 12 settimane – il massimo consentito ad un turista (io). Non siamo mai tornati.

Tutti i suoi parenti ed amici erano molto contenti per il nostro fidanzamento (ricordate, qui “fidanzato” significa che c’è una data di nozze) e continuavano a chiederci quando e dove. E noi non sapevamo cosa rispondere. E’ stato allora che ci è venuta la grande idea. In Italia ci vorranno pure mesi per sposarsi, ma in America no. E se mentre siamo qui..?

Primo cambio radicale del nostro “progetto”. Matrimonio lampo negli Stati Uniti, da far registrare una volta tornati in Italia.

Green card matrimonio dagli Stati Uniti

Procedura per sposarsi in Florida. Questo il sito. Per prima cosa bisogna ottenere una Marriage License. A tal fine, ci si presenta in un Clerk of the Court, Tribunale Civile, senza appuntamento e con un documento di identitá. Per i cittadini stranieri, il passaporto. Per tutti gli altri, qualsiasi documento, anche la patente. Si paga una tassa di $93.50 se si va di fretta, oppure di soli $32.50 se si accetta di prendere parte a un corso prematrimoniale.

L’impiegato che ci riceve ci fa compilare un solo, semplice modulo con i dati anagrafici, ci fa giurare la nostra identitá e stato civile alzando la mano destra (il Tribunale di Roma non aveva appuntamenti prima di sei mesi per questa procedura, ma un notaio avrebbe potuto aiutarmi per 900 euro…) e ci manda a casa con un Family Law Handbook, un opuscolo informativo su diritti e doveri dei coniugi. Due giorni dopo la licenza è pronta. Dura 60 giorni, dopo scade.

Il passo successivo è trovare un officiante e un posto dove celebrare le nozze. In mancanza di fantasia e/o denaro, si puó fare anche questo al Tribunale Civile. Noi abbiamo trovato un simpaticissimo officiante con una breve ricerca su internet. Il suo onorario è stato di circa $300.

Non ho idea di cosa si paghi in Italia al prete o al funzionario civile, ma chiunque abbia esperienza potrá fare i dovuti raffronti. Quanto al luogo, la flessibilitá è massima. Vuoi celebrare lo sposalizio in spiaggia? Va bene. In un parco pubblico? Va bene. Nel giardino di casa? Va bene. Non ci sono regole o costrizioni. Ognuno fa esattamente ció che desidera. Io ho optato per una location con un giardino tropicale, dove hanno avuto luogo sia la cerimonia che la festa. Qui è atipico imporre agli ospiti di spostarsi, magari per chilometri, per le due cose.

green card matrimonio
Photo Tom Weber
Location Sundy House Delray Beach

Il secondo cambio radicale al nostro iniziale non-progetto, si è verificato a questo punto. L’idea di tornare in Italia e dover professare riti voodoo solo per avere il matrimonio riconosciuto, mi dava le convulsioni.

Ma sembrava non esserci alternativa, perchè, cari amici, devo avvisarvi a chiare lettere: venire negli Stati Uniti da turisti con la segreta idea di sposarsi e restare è frode. Si rischia di essere deportati e mai riammessi nel paese. Sposarsi tuttavia, come abbiamo visto, non è illegale per niente. E nemmeno è illegale restare se si è in grado di provare che non vi era intenzione fraudolenta sin dall’arrivo. Come provarlo? Beh, io per esempio avevo un biglietto di ritorno. Ma procediamo con ordine.

Se avete letto il mio precedente post, ricorderete che lo straniero in visita negli States è considerato un alien visitor, non immigrant. Questo è il suo status. Dopo il matrimonio, io dovevo cambiare il mio status in permanent resident, in qualitá di spouse of American citizen. Questo passaggio non è affatto automatico, non è esattamente semplice (visto che immediatamente si presume che possa esserci stata una frode) e non è nemmeno a buon mercato.

Procedura di Adjustment of Status. Per prima cosa si compila il modulo I-485. Questo è un modulo che raccoglie dettagliati dati anagrafici e preliminari dati penali (alla fine, qualcuno fará comunque un controllo alle Questure di tutti i luoghi in cui avete mai abitato in Italia). Si allegano: modulo G-325A, contenente dati biografici relativi a precedenti luoghi di residenza e rapporti di lavoro; modulo I-693, contenente informazioni mediche; documenti originali quali per esempio il certificato di nascita; fotocopie varie, per esempio il passaporto; due fotografie identiche; e si spedisce il tutto ad un indirizzo a Dallas. Con allegato assegno di $1070. Di questi, $985 servono per processare il modulo, e il resto copre il cosiddetto esame biometrico – ovvero il rilascio delle impronte digitali. Contestualmente, il tuo coniuge americano deve compilare un affidavit o petition, o modulo I-130, con il quale pure fornisce tutti i propri dati personali, e finanziari. Questi ultimi sono fondamentali perchè il coniuge deve essere in grado di “mantenerti” finchè a te non verrá rilasciato il permesso di lavoro. Il permesso di lavoro è contestuale alla Green Card. Fino ad allora lavorare per l’emigrante sará assolutamente illegale. Si allegano copie di documenti vari. “Vari”, perchè la lista differisce un po’ secondo i casi. Naturalmente per tutti serve un documento di identitá, ma per esempio, se precedentemente sposati, servono i certificati di divorzio. O certificati di morte del coniuge defunto, se vedovi. Il costo per processare questo modulo è di $420. Siamo a $1490.

Circa una settimana dopo, io ho ricevuto una lettera che diceva che la mia richiesta era arrivata ed era al vaglio. E che non avevo il diritto di lasciare il paese, pena annullamento immediato della mia pratica.

Anche l’appuntamento per il rilascio delle impronte digitali – o esame biometrico – mi è stato dato relativamente presto. Questo, come tutti si affrettano a ribadire, non è in alcun modo segnale che la tua richiesta verrá accolta. Diciamo apertamente, che è solo un modo, da parte della sicurezza, di avere impronte e connotati di ogni potenziale immigrato in un database.

Segue appuntamento per la visita medica. Per me questa è stata l’esperienza piú spiacevole di tutte, dal punto di vista umano e da quello economico.

hcChi fosse totalmente disinformato sul sistema sanitario americano, puó dare un’occhiata al mio post sull’argomento. Qui mi limito a dire che, quando ho ricevuto la chiamata per la visita medica, avevo giá un’assicurazione sanitaria, come si richiede a qualsiasi responsabile cittadino. Tuttavia all’ambulatorio mi informano che nessuna assicurazione copre per servizi medici relativi all’immigrazione. Quindi dobbiamo pagare. Lasciate che vi ricordi che il sistema sanitario qui è un business. Si cerca sempre di vendere qualcosa al paziente/cliente. Un altro esame, un altro farmaco. In questa particolare circostanza, dove lo straniero è normalmente disinformato e verosimilmente alle prime armi con il sistema, è estremamente facile farsi vendere cose superflue. Si è senza difesa. Anche mio marito, che non solo è americano, ma ha fatto il dentista per 13 anni prima di uscirne esasperato, si è trovato in grande difficoltá. Ok, dobbiamo pagare. E pagare cosa? Test HIV, epatite, vaccinazioni… Sulle vaccinazioni ero ferrata. Mi ero fatta spedire da casa la lista completa. Ricordo a chiunque si trasferisca negli Stati Uniti di fare altrettanto. La lista viene rilasciata dalla a.s.l. dove si risiedeva all’epoca delle vaccinazioni. Intimamente contenta di poter tenere testa al nemico almeno un po’, tiro fuori il mio bravo elenco. Il disappunto dell’infermiera è tangibile. Purtroppo dura poco.

–         Hmm… Mancano morbillo, parotite e rosolia.

–         Le ho avute tutte.

–         Si, purtroppo noi non possiamo crederle in parola.

–         E quindi?

E quindi potrebbero fare un’analisi del sangue per verificare. Ma questa analisi costa circa $500 e richiede alcuni giorni di tempo, oltre i quali scadranno i termini per la mia domanda di immigrazione. Se invece accetto di farmi fare le vaccinazioni, sono solo $400 e possiamo fare subito.

Ovviamente non ho scelta.

– Bene, – mi dice l’infermiera – allora procediamo al test di gravidanza.

– Prego?!

La tizia mi spiega, porgendomi patinati opuscoli di approfondimento, che non si possono somministrare queste vaccinazioni alle donne in attesa, quindi bisogna escludere che io lo sia. E naturalmente non puó credermi in parola quando dico che non lo sono. Il test costa $50. Propongo di andare alla farmacia di fronte a comprarne uno per $12. L’infermiera sente che è ora di chiamare in causa maggiori autoritá. Arriva poco dopo un assistant physician, figura che da noi non esiste, a metá fra un medico e un infermiere professionale. Mi offre il test di gravidanza gratis se accetto di fare le vaccinazioni subito. Sono allibita. Sta contrattando! Mi sembra di stare in un souk. L’infermiera mi porge una bottiglietta d’acqua minerale in caso non abbia esattamente bisogno di andare al bagno. Che gentile…

–         Oh, signora, ha letto l’opuscolo?

–         No.

–         Deve firmare qui, dove dice “… capisco che devo evitare una gravidanza per quattro settimane dalla somministrazione del vaccino MMR poichè sono note malformazioni del feto…”

–         Basta così! Chiami il medico. Sono qui dentro da un’ora e non ho visto nemmeno un dottore!

Il medico. Chiamiamolo il direttore dell’azienda. Negozia, come il suo team prima di lui, ma non cede. I miei progetti per una gravidanza non sono affar suo. Mi fa notare che ho bisogno di fare anche l’antitetanica. Rick dice che potremmo farlo dal suo medico di base (il che significherebbe non pagare, almeno questo). Ma qui, il CEO, dice che è illegale ottenere copertura assicurativa per qualsiasi cosa riguardi l’immigrazione.

–         Ma scusi, ha detto che ne ho bisogno, quindi sará legale farmela fare dal medico di famiglia.

–         Ne ha bisogno per la procedura di immigrazione.

–         Quindi, come medico mi sta dicendo che non ne ho bisogno.

–         Oh, signora, lei mi sta facendo passare proprio una brutta giornata…

Mi fermo qui. Sono uscita con 4 punture, un test di gravidanza, un conto di $600 (e abbiamo superato i  2000) e il divieto di provare ad avere un bambino per almeno un mese. E una bottiglia di coca cola che, se mi è concesso dirlo, avrei inserito per certe vie oscure al medico e a tutto il suo entourage. Ma tant’è.GCM

La temuta intervista. Dopo tutti i passaggi descritti sopra, si attende la convocazione per l’intervista con un funzionario dell’immigrazione. La mia è arrivata a fine febbraio, in tutto poco piú di quattro mesi dopo aver inoltrato domanda. Molti di voi avranno visto Green Card, il film con Gerard Depardieu e Andie Mc Dowell.

Ricerche su internet confermano che l’intervista si svolga come mostrato nel film: i coniugi vengono ascoltati separatamente, si fanno loro domande personali cui entrambi dovrebbero dare risposte piú o meno uguali. “Come vi siete incontrati?”; “ Cosa avete fatto lo scorso Natale?” ;“Cosa ha regalato a sua moglie per l’ultimo compleanno?”. La sera prima dell’intervista, ho passato ore a ricordare a Rick tutte queste cose. Mio marito, come la maggior parte degli uomini normali, non ha molta memoria per questi dettagli. Nel film il personaggio di Gerard Depardieu fallisce alla domanda “Quale marca di crema per il viso usa sua moglie?”. Ora ditemi se c’è un uomo fra voi che saprebbe rispondere.

americaBeh, a dispetto degli allarmismi su internet e dei miti cinematografici, la nostra intervista è stata estremamente semplice. Eravamo probabilmente gli unici senza un avvocato. Magari questo è piaciuto al funzionario. Non so. So solo che non ci ha mai separati e veramente non ci ha chiesto niente. Tra mille lettere, cartoline, fotografie ed altro materiale che era stato richiesto come “prova” della bona fide della relazione, ha preso una decina di foto e basta. Mi ha chiesto se mi piaceva la Florida e se mi mancava Roma. Poi mi ha fatto firmare un foglio che all’incirca diceva “le faremo sapere”, e tanti saluti.

Pensavo onestamente che qualcosa fosse andato storto. Ma due giorni dopo ho ricevuto una lettera, stampata in filigrana, con una bella bandiera a stelle e strisce che diceva a grandi lettere “Welcome to the United States of America”.

  • Giorgio, sposato con una Newyorkese 15 mesi fa, esperienza al 99% identica.
    Qualche commento aggiuntivo:
    a) Probabilmente ti daranno una provisional green card, che dovrai rendere permanente dopo qualche mese (saranno altri 600 dollari e passa).
    b) Sono un po’ stupito che col visto turistico ti sia andata cosi’ facilmente.
    Mi hanno FORTEMENTE consigliato di rinnovare il visto J1 (ero precedentemente negli USA per lavoro) perche con un visto turistico la trafila sara’ molto piu complicata. Sei, appunto, sospettato di frode dall’inizio.
    c) La moglie e i genitori sono cattolici credenti (io sono agnostico), e quindi insistevano sul matrimonio in chiesa senza se e senza ma.
    Un dettaglio curioso: Abbiamo discusso di fare un matrimonio civile informale qualche mese prima per iniziare la trafila del green card, ma il prete ci ha detto che in questo caso quello in chiesa non sarebbe stato un matrimonio ma un “renewal of vows”, e doveva essere considerato tale.
    L’esatto opposto rispetto all’Italia, dove la chiesa tende a considerare i matrimoni civili nulli.

    • Ciao Giorgio,
      in effetti credo di essere stata un po’ fortunata.
      Rispondo ai tuoi commenti.
      a) Si, la mia Green Card e’ provvisoria, ma dura 2 anni. Allo scadere di questi, so che ci sara’ da fare un rinnovo, con relativi costi (600?? Grrr……!), e che potrebbero chiedermi nuove prove sulla genuinita’ della relazione. Oh, e se mai dovessi divorziare prima dei due anni, la Green Card se la riprendono 🙂
      b) Io ero pronta a provare la mia buona fede con una serie di elementi. Avevo il biglietto di ritorno, ma soprattutto ancora casa in affitto a Roma, conto in banca ed iscrizione all’Universita’ per l’anno a venire. Pero’, come ho scritto, nessuno mi ha mai chiesto queste prove. E’ difficile dire cosa determini sospetti. So che un’amica in Texas ha avuto momenti difficili durante l’intervista, eppure lei era qui con permesso di lavoro come te, quindi in teoria avrebbe docuto avere minori difficolta’. C’e’ anche un po’ di casualita’ in queste cose.
      c) Noi del matrimonio in chiesa non ci siamo occupati perche’ non interessava a nessuno dei due. Pero’ il mio officiante era anche pastore protestante e ci ha offerto la possibilita’ di fare l’una o l’altra cosa, cioe’ rito civile o religioso. Credo che alla fine conti l’autorita’ dell’officiante di firmare il tuo certificato di nozze. Forse i preti cattolici non hanno questa facolta’.
      Grazie per il commento, e’ sempre interessante sentire altre esperienze!
      Jessica

      • Per quanto riguarda (a) se divorziate, si, in linea di massima la riprendono. Altrimenti, credo che le prove per trasformare la green card in permanente siano piu o meno le stesse che hai dovuto fornire all’intervista. E’ un check in piu. Ed e’ anche un’occasione in piu per spillarvi soldi 😐 Comunque ancora non lo so, lo faremo fra qualche mese (ironia della sorte, c’e una chance che dovremo lasciare gli USA poco dopo, dopodiche tocchera’ a mia moglie fare il blog della nuova immigrata 😐 ).

        PS: Ora ho letto diversi articoli che hai scritto in passato. Sul sistema sanitario, purtroppo, hai ragione a stravendere.
        Su cose come cibo, cultura e atmosfera, tieni presente che variazioni di cultura fra stato e stato negli USA (New York, Sud, Sud-Ovest, California, etc) sono notevoli. Ovviamente non cosi’ grandi come i diversi paesi Europei, ma comunque alcune cose che hai scritto, sono, appunto, specifiche alla Florida piu che agli USA.
        Buona fortuna comunque

        • Come mai a tua moglie tocchera’ il blog? Tornate in Italia? Noi a volte ci pensiamo…
          Sicuramente l’avrai gia’ fatto, ma in caso contrario lascia che ti ricordi di registrare matrimonio ed eventuale prole sin da qui, tramite Consolato. E’ molto piu’ rapido che da noi, e totalmente gratuito – almeno questo!
          Si, infatti io posso parlare solo della Florida, non conosco altre realta’. Per esempio sul passeggiare e sui mezzi pubblici, ho scritto che immagino che in citta’ come NY sia totalmente diverso. Ci sara’ un “centro” dove la gente cammina, e di sicuro i mezzi. La Florida e’ un po’ desolata.
          Anche il cibo sara’ diverso. Immagino che dalle tue parti ci siano comunita’ italiane molto piu’ estese e probabilmente si trovino molte piu’ cose simili alle nostre.
          Buona fortuna anche a voi!

          • Italia? (risate amare)
            Andiamo in Brasile (vicino Sao Paulo)! Per me e’ un bel passo, ma lei non ha mai lasciato New York e intorni.
            Non abbiamo ancora registrato nulla, con i consolati Italiani a dire il vero ho esperienze terribili, ma ero sfortunato.

          • Capisco l’amarezza.
            Sento dire che il Brasile sia in ripresa, sara’ una buona scelta!
            Se hai bisogno di suggerimenti per la registrazione al Consolato, mandami una mail in privato. Io l’ho appena fatta, ho tutto fresco di memoria 😉

          • Um, effettivamente qualche domanda l’avrei, non hai messo un’email di contatto quindi non posso contattarti in privato. La mia e lunogled_chiocciola_gmail.com

          • Salve ragazzi,ho letto le vostre storie e io sono in una situazione simile ,dopo 4 anni io e la mia ragazza (da Los Angeles) vorremmo sposarci ,lei abita lì e io vorrei trasferirmi la ,a questo punto ,la cosa che mi sta facendo impazzire e’ meglio se lei viene qua e ci sposiamo in Italia o vado io lì e ci sposiamo in usa ? Mi piacerebbe capire quale è la soluzione migliore,Se qualcuno mi risponde gli sarò enormemente grato

  • Interessante e dettagliato, i costi ci sono e, pur lottando per contenerli, non ne sei uscita mica male. Ma entrambi pensavate davvero di vivere e crescere un figlio in Italia di ‘sti tempi?! Temerari…

    • Ciao Valerio,
      considera che a paragoni fatti, il Permesso di Soggiorno in Italia costa meno di 200 euro (e molti viaggi a vuoto e frustrazioni varie in piu’), mentre qui per la Green Card 2000 dollari e’ il minimo. Questi costi potrebbero aumentare. Per esempio se non si e’ in grado di fornire lista delle vaccinazioni, si e’ obbligati a fare tutto, e onestamente perdo il conto, non so a quanto si potrebbe arrivare. All’intervista, se non si parla perfettamente inglese, bisogna avere un traduttore giurato. La maggioranza si rivolge ad un legale, (come ho scritto, noi eravamo gli unici a non averne uno, davvero) e quelli pure son bei soldi. Ma insomma, si puo’ fare tutto.
      Vivere e crescere un figlio in Italia di questi tempi… Diciamo che il nostro programma estremamente vago era comunque quello di tornare negli States, prima o poi. Presumibilmente prima che il pargolo iniziasse la scuola, ma non eravamo rigidi. Questo perche’, nonostante la frustrazione ed il malcontento, nonostante lo scoraggiamento di fronte alla situazione politica ed economica in Italia, sia io che mio marito abbiamo viaggiato a sufficienza da sapere che non c’e’ posto perfetto al mondo. L’America non e’ perfetta. Se vuoi, leggi il mio vecchio post “Tutto e’ piu’ grande in America” al proposito. Adesso che sono incinta di 8 mesi, come tutte le mamme del mondo ho le mie preoccupazioni riguardo al futuro della mia bambina. E penso questo: so che in Italia avrei dovuto proteggerla e metterla in guardia da un certo tipo di politica, da un certo tipo di societa’, da un certo tipo di gioventu’; che prima o poi ci sarebbe stato per lei il problema della realizzazione professionale, etc. Qui pero’ sento di non conoscere a fondo “il nemico”. Vedo cose che non mi piacciono, e non so come potro’ insegnare a mia figlia che sono in disaccordo con esse, senza fare di lei una disadattata. Esempi? Gia’ a scuola ai bimbi piccoli si inculca un forte senso di competizione. In un mondo capitalista, primeggiare e’ tutto. A scuola conta piu’ lo sport (o il cheerleading) che la grammatica. Giovanissime donne in Florida trovano normale chiedere un intervento chirurgico come regalo di compleanno. La lista e’ lunga. E mi mette un po’ a disagio.
      In conclusione, sono sempre vicina a coloro che mi scrivono dicendo che sono scoraggiati dalla vita in Italia, ma ricordo anche sempre a tutti, che l’America non e’ esattamente quella che si sogna.
      Ciao!

  • Hi Jessica,
    My wife and I had a similar experience, but she was coming from Brazil. We couldn’t afford a lawyer at the time and made several wasted trips to Miami with the wrong documents. Getting the green card was relatively easy; citizenship took several years to complete due to the slow process of the US immigration service.

    • Hi Larry!
      As I mentioned, we too chose not to have a lawyer, and we made a couple mistakes too. However, I believe that in the end, not having an attorney made a good impression to the officers.
      How long did it take for your wife’s citizenship? We’ve been told that I could apply three years after our weddind date, and I shold hav it “straight away” if I;ve always resided in the US in the meanwhile.
      But I haven’t checked the details yet.
      My husband, on the other hand, will have a “discount” in his waiting time, because he’s about to become a father to an Italian citizen. So Italy will grant his citizenship one and half year after my daughter is born. Well, given that we collect all the needed documents… Bureaucracy is always the toughest part in Italy! 🙂

      • The process took almost 5 years to get her naturalized; she received the document in September of 1996. The process may proceed quicker now than it did 20 years ago. For our children it was much easier. We registered their births with the Brazilian consulate so that they have dual citizenship. The process was fast and inexpensive. When we travel to Brazil, I am the only one that needs to pay for a visa and wait in the “tourist” line at the airport.

      • Scusate allora premetto che con il mio compagno americano abbiamo fatto il certificato di matrimonio. Ora voglio sapere cosa altro devo fare per ottenere la cittadinanza americana e ottenere il visto più velocemente possibile?

  • Beh sono d’accordo con te che per sposare un cittadino non italiano in Italia è un’operazione un po’ burocratica (specie se ti scegli, come ho fatto io, una cittadina di un paese dei Caraibi) però non puoi dirmi che in confronto le procedure burocratiche americane per il cambio del tuo status siano state una passeggiata di salute! La burocrazia c’è ovunque ed è spesso assurda.

    • Ciao,
      No, non posso dire che sia stata una passeggiata ed infatti non l’ho mai detto. 🙂
      Ho premesso che “questo passaggio non è affatto automatico, non è esattamente semplice (…) e non è nemmeno a buon mercato”.
      Su una cosa pero’ dissento: l’assurdita’. Le cose ai confini della realta’ che ho visto in Italia qui non le ho viste. A cominciare dal fatto che in Italia il procedimento sembra oscuro anche agli addetti ai lavori: non ho ma trovato due persone che mi abbiano dato la stessa indicazione due volte; tutto sembra nebbioso e discrezionale, cosa che qui, devo dire il vero, non esiste.
      Un esempio su tutti. Mio marito e’ divorziato. In Italia ci hanno chiesto certificato del divorzio. Bene. Con traduzione giurata. Bene. Apostilla rilasciata dall’ambasciata americana. Bene. Dopo tutto questo, ci hanno chiesto che lui andasse in Tribunale a formulare un giuramento formale di stato civile. Cioe’ a giurare di essere single. Ma perche’? Perche’ si. Dovevamo anche procurarci due testimoni e un interprete. Ora, questo io lo trovo assurdo. Ma non finisce qui. Sono andata in Tribunale a Roma per fissare un appuntamento per fare quanto richiesto. Hai presente il Tribunale di Roma? Sbattuta da un piano all’altro, da un edificio all’altro, da un impiegato cafone all’altro. Dietro ogni porta, davanti ad ogni sportello, messaggi a caratteri cubitali con tanti punti esclamativi che dicevano: “Non si rilasciano informazioni!!!!!” Ed io che non avevo la minima idea di dove andare. Un avvocato che era li’ per le proprie cose mi ha aiutata per pieta’. Ho atteso ore dietro una porta. Ore. Alla fine e’ arrivata una, seccatissima. Mi ha detto che il primo appuntamento possibile era tra 6 mesi! Noi volevamo sposarci prima. Non era problema suo. Potevamo andare da un notaio, per l’ “urgenza” e pagare 900 euro. Le ho chiesto se davvero ci fossero tanti matrimoni con stranieri da giustificare una tale attesa e lei mi ha detto: “No, e’ che chi si occupa di queste cose non viene a lavoro da un mese”. E perche’? Le stavo facendo perdere tempo. Ma mi dice che tutti i tribunali di Italia, senza problema di competenza terrtoriale, avrebbero potuto accettare il giuramento, quindi magari potevo provare in un’altra citta’. Trova testimoni ed interprete che vengano in un’altra citta’. Ho passato GIORNI al telefono a contattare Tribunali limitrofi. Spesso non sono mai riuscita a parlare con nessuno, a volte mi hanno offerto appuntamenti in circa 5 mesi ed in un’occasione un uomo mi ha presa a parolacce perche’ “Quelli del Tribunale di Roma li mandano tutti a me”. Pero’ ha chiamato me “testa di ca**o”, mica loro.
      Ora dimmi tu se questo e’ assurdo.
      Qui non e’ stata una passeggiata, no. Ma avevo un numero da chiamare per qualsiasi domanda e sono sempre stata trattata con estremo rispetto. Le procedure sono precise, standard, sono su internet e possono essere lette e consultate con la certezza di non avere sorprese.
      La computerizzazione da noi? Quando finalmente mio marito ha ottenuto il Permesso di Soggiorno, come aveva potuto verificare dal sito online, si e’ affrettato a chiedere un giorno di permesso per andare in Questura a farselo dare. La Questura era a un’ora di treno, perche’ nel frattempo avevamo cambiato residenza. Quando e’ arrivato li’ gli hanno detto: “Il Permesso non e’ pronto. Dal momento in cui compare online passano almeno altri 15 giorni”. Hmmm. E dove e’ scritto?? Come facciamo noi a saperlo?!
      Quindi, per concludere. La burocrazia c’e’ ovunque, e’ vero. Ma io le assurdita’ le ho viste solo in Italia, qui no.
      Nel mio blog, se vedi altri post, non risparmio le critiche all’America. Ma su questo aspetto in particolare, credo che l’Italia abbia TUTTO da imparare.
      Saluti!
      Grazie per il tuo commento!

  • Adesso mi puoi dire come trovare la carta di soggiorno qua in Italia? HAHAHA Gia sono sposata con un americano… Sposarmi, non e’ una opzione!

  • Che bel racconto, per fortuna a lieto fine. Io ho vinto la Green Card alla lotteria l’anno scorso e dal 1° marzo 2013 sono residente anche io in Florida. Al momento mi trovo in Italia. Con il mio moroso vorremmo provare a vivere in USA nel 2014 o nel 2015, e sto cercando di informarmi per una soluzione che ci consenta di non stare separati per mesi/anni. Alla fine “temo” dovremo sposarci per fare avere la Green Card anche a lui, ma non vorrei trovarmi nella spiacevole situazione in cui io devo restare in USA per mantenere la residenza (e quindi la GC) e lui deve restare in Italia in attesa che la pratica di ricongiungimento venga processata (per i non cittadini, il ricongiungimento richiede in media 3-5 anni). Se conosci qualcuno che ci è passato o che ci sta passando, mi metti in contatto con lui/lei? Grazie e tante felicitazioni per il matrimonio!

    • Ciao Girino,
      sulla base delle mie limitate conoscenze, direi che sposarsi sia anche per voi la via piu’ “breve”.
      Se la tua Green Card e’ permanent resident, come immagino, praticamente hai diritto a fare da sponsor per il tuo fidanzato. Questo processo puo’ iniziare gia’ in Italia. Puoi richiedere un fiancee’ visa, con il quale lui potra’ entrare negli Stati Uniti a patto che vi sposiate entro e non oltre 90 giorni. Oppure vi sposate li’, e poi richiedete lo spouse visa, il visto coniuge, sempre prima di partire – insieme!
      Se tu decidessi di venire negli States e chiedere da qui l’uno o l’altro visto, il rischio di restare separati piu’ a lungo sembra possibile. Non ho mai incontrato nessuno che sia stato in quest’ultima situazione, ma su internet tutte le testimonianze parlano di lunghi periodi di seprazione.
      Adesso provo a vedere se qualcuno che conosco ha esperienza diretta di uno degli altri casi. Ho gia’ in mente un amico, ma lui si e’ trasferito da talmente tanti anni che di sicuro ormai le procedure sono cambiate. Lasciami pensare e ti faccio sapere.
      Ho anche il contatto di un legale che per $100 ti fa un consulto via email, se vuoi. E’ un amico di famiglia, quindi fidato. Al tempo a noi consiglio’ di NON prendere un legale! 🙂
      Ti faccio sapere asap!

      • Ciao e grazie per la tua risposta. Il Fiancée VISA non è un’opzione percorribile per i permanent resident, in quanto esiste solo per i cittadini.

        Sto cercando di capire anche io se sposandoci in USA possiamo evitare di restare separati per anni. Purtroppo temo che l’unica sia ottenere per lui un altro tipo di visto che gli consenta di stare in USA indipendentemente dal matrimonio, e una volta sposati avviare la pratica di ricongiungimento (richiede 3-5 anni). Se lui ha già un visto in mano, potrà rimanere legalmente in USA mentre aspettiamo. In caso contrario, tempo dovrà tornare in Italia e aspettare (al massimo potrà venire in USA 90 giorni all’anno come turista, but that’s it).

        Ti ringrazio anticipo per qualsiasi info mi saprai dare.

        • Faccio qualche ricerca e ti aggiorno al piu’ presto.
          Visto alternativo potrebbe essere quello studente? Non so quanti anni avete e di cosa vi occupiate. Pero’ considera che qui per essere studente non occorre passare la vita all’Universita’. A volte basta fare due corsi a semestre, e c’e’ estrema flessibilita’ di orari. Naturalmente, l’Universita’ per i non residenti e’ piu’ cara, pero’ in mancanza di alternative, potrebbe essere una cosa da considerare.
          In ogni caso, chiedo alle mie fonti e torno ad aggiornarti asap!

          • Sì, il visto da studenti è un’alternativa. Non permette di lavorare e i corsi sono costosi. Abbiamo 30 (io) e 35 (lui) anni. Grazie per l’interessamento, speriamo di leggere tue buone nuove!

    • ciao Girino,
      è possibile sapere come e dove hai fatto la pratica per partecipare alla lotteria?, mi hanno detto che molti siti internet che si occupano di questo sono spesso delle frodi.
      Grazie
      william

      • William, ci sono dei siti che, pur non essendo vere e proprie frodi, richiedono del denaro per completare ed inviare la pratica per te. In sostanza, ti vendono un servizio… di cui probabilmente faresti a meno. Il problema con questi siti e’ che spesso la loro pubblicita’ e’ fuorviante. Scrivono cose come: “Vieni a vivere in America”, lasciando intendere che il successo sia garantito, mentre di fatto, una volta che la domanda e’ stata inviata, le possibilita’ di vincere la lotteria sono sempre le stesse: legate alla pura volonta’ della dea benadata. Ritengo che tali siti possano in effetti venire in aiuto a quelli che magari non parlano inglese e hanno gravi difficolta’ a capire e compilare i moduli, o a reperire i documenti necessari. Se non appartieni a questa categoria, stai alla larga da chiunque ti chieda denaro, perche’ il sito ufficiale NON ne richiede. E’ solo USCIS. Ecco la pagina esatta per la lotteria: http://www.uscis.gov/green-card/other-ways-get-green-card/green-card-through-diversity-immigration-visa-program/green-card-through-diversity-immigrant-visa-program
        Saluti

  • Ciao, sono un architetto che lavora da 5 anni qui in Italia. Sto pensando seriamente di fare le valigie e venire a fare un’esperienza negli States per imparare bene la lingua, fare un’esperienza di vita, ecc..
    Ora il problema sta nel fatto che io sono cittadino americano mentre la mia ragazza (che verrebbe con me no)….
    Senza ombra di dubbio il modo più semplice e logico per farle ottenere la green card sarebbe sposarsi, ma quale è il modo “migliore”, per non rischiare di passare troppo tempo (meglio ancora se per niente) separati?
    Richiedere il Visto K1 e partire insieme una volta pronto?
    Sposarsi qui in Italia e fare la pratica per ottenere il ricongiungimento coniuge direttamente da quì per poi partire? (non so se possibile perché io la residenza ce l’ho in Italia ora e sopratutto non conosco le tempistiche)
    La tua strada diciamo che non la seguirei perché credo tu sia stata molto fortunata…. (buon per te!!!)
    By the way…avrei altre mille domande da farti ma non vorrei essere prolisso (ti avrei scritto in privato ma non ho trovato un contatto), quindi per ora va bene così.
    Ah per quanto riguarda la meta sto valutando anche l’opzione Florida, in quanto sono tornato una settimana fa da un viaggio e sono stato per la prima volta in Florida (risiedevo ad Hollywood per la precisione) rimanendo piacevolmente colpito dal clima e dallo stile di vita molto “easy”.
    Spero tu mi riesca a dare qualche utile consiglio e ti ringrazio per questo.
    A presto.

    • Ciao ArchiGab, sono Maria e volevo chiederti se potevi darmi un tuo indirizzo mail per poterti scrivere in privato.Il mio ragazzo è americano ma risiediamo entrambi in Italia e ora che si sta per laureare vorremmo partire per gli USA solo che abbiamo un po’ difficoltà per quanto riguarda il form i-129f vale a dire il richiamo che servirà affinchè io possa andare con lui e sposarci.Non ho capito bene se ti compare la mia mail ma te la lascio volentieri perchè abbiamo bisogno di aiuto ma il Consolato di Napoli alle domande che non sa rispondere mi da il link del sito dell’USCIS. Ti ringrazio per la tua attenzione e spero che ci aiuterai.
      Mail: [email protected]
      Cordialmente
      Maria

  • Ciao Jessica, sono una ragazza di 26 anni del centro Italia e ho conosciuto questo ragazzo, Chris di fresca nazionalità americana, dico fresca poiché più precisamente appartenente all’ultimo stato comparso sulla bandiera a stelle e strisce ossia: Le Hawaii .
    Wow, tutto questo è stupendo le Hawaii sono meravigliose, sono mete di vacanze, sono il paradiso e la vita lì è …..: moooolto cara, carissima! Da quello che ho letto nel tuo blog tuttavia, sembra non essere l’unico luogo negli States in cui dovresti vincere al superenalotto per poter vivere una vita tranquilla. Era da tempo che cercavo una così ben accurata descrizione sui processi burocratici americani, in quanto, innamorata di Chris, non conto di sposarmi da subito subito , ma prima o poi so che avverrà ed è terrificante ma altresì consolante poter riuscire finalmente a capire a cosa andrò in contro anche io…. Ogni stato degli States ha tuttavia un modo amministrativo diverso ma credo comunque che quasi tutti abbiano in comune il processo a cui tu sei andata incontro per ottenere questa benedetta Green Card e qui la cosa un po’ mi preoccupa, tuttavia io sto per partire questo settembre con il mio visto provvisorio di 90gg e il mio biglietto di ritorno entro tale scadenza.
    Volevo sapere se avresti qualche consiglio da darmi prima di partire poiché questo è anche il primo viaggio che faccio negli Stati Uniti. Non sono certa (ma ovviamente mi piacerebbe) che il mio lui mi chiedesse di sposarlo li nella sua terra in quanto è una terra magnifica, ma questo rimane comunque un mio desiderio personale, essendo una donna e una ragazza, ho sempre sognato di sposarmi, ma di certo non avevo previsto di conoscere un ragazzo delle Hawaii né tanto meno di sposarmi con un cittadino americano, credi che questo cambi qualcosa? Devo avere delle preoccupazioni a riguardo al mio arrivo negli States ? …mi sento abbastanza un pesce fuor d’acqua e non ti nego che sono un po’ preoccupata.

    • Carissima Eliane,
      Congratulazioni per la tua storia d’amore e grazie per averne condiviso un pezzetto sul blog.
      Personalmente ritengo che una tua visita estesa sia non solo utile, ma essenziale per capire a cosa andrai incontro. Le differenze culturali a volte si sentono gia’ fra una citta’ e un’altra dell’Italia, figuriamoci da un paese all’altro. Io e mio marito siamo una coppia “invidiatissima”, per tutti siamo gli nnamoratini ideali delle fiabe Disney, ed un po’ e’ cosi’, ma un po’ ti assicuro che e’ frutto di lavoro costante. Ci sono tante cose che si prendono per scontate ed assolute quando si cresce in un certo posto; poi si scopre che in altri posti ci sono alter cose scontate ed assolute.
      Oltre a questi fatti stettamente personali, credo che vivere alle Hawaii per 90 giorni ti aiutera’ anche ad imparare le prassi del posto, la burocrazia, le leggi. Se alla fine ti trasferirai, sara’ bene che tua abbia gia’ un preview di quello a cui andrai incontro, sia per la fase di immigration, che per quella di inserimento lavorativo e sociale poi.
      Se poi Chris ti proponesse di sposarlo all’istante… mandami una mail in privato e ti diro’ quel che so su una situazione tanto simile alla mia.
      Un abbraccio ed in bocca al lupo!

  • Ciao!
    Prima di tutto volevo farti i complimenti per il tuo blog!
    Ho una domanda da farti.. Dopo essermi sposato qui in America ho inviato tutte le pratiche per la richiesta della green card e del permesso di lavoro in più ho richiesto i fogli di viaggio.. Mi domandavo quanto tempo serve per ottenere questi ultimi..
    Grazie mille!

    • Per “fogli di viaggio” intendi il diritto di lasciare il paese?
      Puoi lasciare il paese al ricevimento della Green Card, (per me ci sono volute tre mesi) o con permesso speciale, anche prima di avere la GC, in caso ad esempio di un’emergenza. Se non hai un’emergenza, io onestamente ti consiglio di aspettare la tua santa carta verde…
      In bocca al lupo!

  • Innanzitutto complimenti per questo blog! Stavo cercando conforto riguardo la mia situazione attuale e mi ha aiutato moltissimo, soprattutto capirne un po’ delle pratiche burocratiche per sposarsi. Ho solo 24 anni ma ho vissuto un anno proprio in Florida con visto lavorativo valido 5 anni..stupidamente o no mi sono licenziata dopo solo un anno per cambiare strada lavorativa (tornando ovviamente in Italia)… Peccato che abbia trovato un ragazzo di li, studente di medicina (super impegnato) con cui sto da un anno e mezzo. Sono infatti appena tornata dopo 2 mesi insieme per le vacanze estive.
    Dunque non so se saro’ ancora in grado di sopportare questi addii ad ogni viaggio e aspettare 4-5 mesi ogni volta per vederlo.
    Volevo chiedere intanto se in un caso come il mio (se mai decidessimo di fare la pazzia di sposarci) consigli di fare come te andando la da turista e rimanendoci o di fare le pratiche per la visa fiance’. In quest ultimo caso, le tempistiche per il rilascio della GC e i costi diminuiscono o sono uguali?
    Leggo inoltre che lo sponsor deve dimostrare di poter mantenermi nei mesi precedenti all ottenimento della GC? Nel mio caso essendo lui studente con loans non sarebbe quindi possibile anche se dimostrassi di potermi mantenere da sola grazie a risparmi e aiuti dai genitori?

    • Ciao Lilly,
      Francamente non saprei “consigliarti” quale strada intraprendere. Venire qui con il visto da turista e poi sposarsi e rimanere, e’ di fatto illegale. L’immigration prende in considerazione la buona fede, cioe’ il fatto che tu possa venire in vacanza a poi genuinamente cambiare idea, sposarti in tutta fretta e chiedere di restare. Ma di fronte al fatto che tu possa aver deciso deliberatamente di fare questa manovra per “fregare” il sistema, l’accusa e’ di frode…
      Fare il visto fiancée dall’Italia ha l’handicap della tempistica. Si tratta mediamente di 6 mesi per ottenere tutti i documenti. Pero’ e’ il modo giusto di fare le cose.
      Quanto alle spese, ti assicuro che non cambia assolutamente nulla. In ultima analisi, pagherai le stesse tasse, visite mediche, etc.
      Se il tuo fidanzato non ha abbastanza fondi per, diciamo cosi’, mantenerti inizialmente, di sicuro il fatto che tali fondi possa averli tu per te stessa e’ una validissima alternativa. Quello che interessa al sistema, e’ che tu non diventi un peso per la societa’, non ti metta a lavorare a nero, o peggio ancora, si fa per dire, a rubare o fare alter cose illecite. Quindi tranquilla che the Americans saranno ben contenti che tu porti con te dei fondi 😉
      Spero di esserti stata di aiuto, fammi sapere.
      In bocca al lupo per tutto!

    • Ciao Solomon,
      dici in caso di matrimonio con cittadino americano? A che titolo chiederesti la Green Card in primo luogo?
      Negare la Green Card per un problema di salute puo’ essere discriminatorio, ma bisogna capire perche’ si e’ fatta la richiesta in primo luogo.
      Fammi sapere qualche dettaglio in piu’.
      Ciao

  • Ciao Jessica,
    ho letto con interesse quest’articolo.
    Volevo chiederti come hai spiegato agli Homeland Security Agents negli States che eri lì come turista? Ho capito che eri entrata in frontiera americana con il tuo all’epoca fidanzato, ora marito.
    Grazie mille 😉

    • Ciao Antonella,
      Non ho mai dovuto spiegare perché fossi qui come turista. Non è una domanda che avrebbe molto senso: uno è turista… per turismo! 🙂
      Durante l’intervista, ciò che si discute è la genuinità della relazione. Eventualmente anche l’assenza di “premeditazione”: ovvero entrare nel paese da finti turisti, quando invece l’intenzione del visitor è quella di restare, è considerata frode, ed è motivo di espulsione dal paese e rifiuto della Green Card.
      Spero di avere risposto alla tua domanda.
      Saluti.

      • Grazie!
        Il mio quesito nasceva dal fatto che ho letto e visto alcuni servizi in cui si diceva che bisogna stare attenti quando si entra alla dogana negli States solo con l’ESTA e poi si viaggia insieme al fidanzato americano, oppure si dice che si va a trovare un “amico”.
        Mi sa che mi sono vista troppi servizi! Mi è nata questa paura del 5 year bar! 😀
        Grazie ancora della risposta.

        • L’ipotesi di cui tu parli è un po’ diversa. Se vieni negli States e dichiari in dogana di essere qui per far visita al tuo fidanzato, l’ufficiale potrebbe sospettare che tu abbia in realtà intenzione di sposarti e non tornare mai al tuo paese. Le eventuali domande quindi servirebbero a capire se davvero sei qui solo in vacanza, o se stai tentando una frode. Molto probabilmente in questi casi l’ufficiale alla dogana presta più attenzione al tuo biglietto di ritorno, o potrebbe chiedere di ispezionare i bagagli per accettarsi, per esempio, che tu non ti sia portata un abito da sposa… Non ti di chiede perché sei turista, ti si chiede SE davvero sei turista.

        • P.S. La prima volta in cui sono entrata negli States, visitavo un amico. Ho dichiarato esattamente questo, e nessuno mi ha fatto altre domande. Non è sempre uguale, come puoi immaginare.

          • Ciao, Jessica. Grazie!
            Sì, capisco.
            Ancora non ho fissato una data o pianificato un progetto per gli States, ma mi sono imposta una scadenza per la ricerca di lavoro all’estero dall’Italia a Ottobre. È da tanto che provo, ho fatto anche dei colloqui, ma mai passata alla seconda fase.
            È successo, da un anno quasi, che io e un americano ci scrivessimo: io per la lingua, lui perché non è mai venuto in Italia (essendo di origine italiana da parte di entrambi i nonni).
            È nato qualcosa, ci sentiamo e vediamo, quando possiamo, anche su Skype, tutti i giorni. E lui è la persona più supportiva che abbia potuto avere, moralmente e non solo… Nel senso che sa che sono senza lavoro e che essendo distanti, ci sono anche dei costi da considerare.
            Poi c’è il capitolo coi miei genitori… Lasciamo stare, distanti anni luce da certe realtà… Sarà non così semplice parlargliene… E convincerli.
            Speriamo per il meglio! 🙂
            Grazie ancora, sei stata molto carina.
            Ciao!

  • Ciao e complimenti per il blog. Allora comincio subito col dirti che i rete ho conosciuto questa stupenda donna americana e ho decisi di venire a trovarla.. e dopo 2 mesi qui in california abbiamo deciso di sposarci. .. t ricordo che ho un biglietto di ritorno. Ma lei vuole che rimanga qui in america. Il nostro è un amore stupendo sono appena stato all’ufficio immigrazione e mi han dato i moduli i-485 e i-130…. c sposiamo domenica e già abbiamo the marriage license… allora la domanda è questa:siccome ci amiamo alla follia riempiamo tutti i moduli e così posso restare? Ho un certificato di lingua inglese internazionale e vorrei lavorare….. aspetto una tua risposta grazie di cuore

    • Ciao Fabio,
      “posso restare” non è tecnicamente preciso. Puoi fare domanda di “adjustment of status”, cioè passare dallo stato di turista a quello di “legal reaident”. Puoi leggere il mio post per vedere i vari step, quali modulo compilare e farti un’idea delle spese. Sui solo preparato al fatto che l’immigration vi farà un’intervista per capire se avete “fatto i furbi” o se il matrimonio è genuino e soprattutto se il fatto che tu sia rimasto qui in America non fosse premeditato.
      Fammi sapere se ti serve altro.
      Auguri!

  • I am the girlfriend of Fabio Luigi quarto hi!!!! My boyfriend just translated me what u wrote….. My question was: what is the next step after we get married? Will he be illegal if we only marry? I love him so much! Thanks a lot for ur time!

    • Hi!
      He’s legal for the duration of the tourist status – 90 days. At this point you must hurry filing the petition for adjustment of status, that will change his status from alien to legal resident.
      Here is where to start http://www.uscis.gov/i-485
      Make sure you include all the needed documents and the exact fees.
      Best of luck, newlywds! 🙂

  • Ciao Jessica, io ho fatto richiesta per il k1, sono a metà del percorso, ora devo recuperare i vari documenti (certificato di nascita, certificato dei carichi pendenti, vaccinazioni ecccc), mi sposerò in america e non ho ancora una data di nozze fissata perchè sono in attesa di fare l’intervista all’ambasciata americana di Napoli e non ho idea delle tempistiche. Due domande:

    1 – all’ambasciata americana in italia, durante l’intervista, potrebbero chiedermi una data di nozze o posso dare un periodo generico? (se mi chiamano entro un mese andrò in america entro dicembre)

    2 – una volta ottenuto il visto dopo tutto l’iter da te descritto ho 90 giorni di tempo per entrare negli stati uniti, sposarmi legalmente e far partire la richiesta per ottenere la green card. Durante questi mesi di attesa, non posso nè lavorare nè abbandonare il paese. Hai idea di quanto mediamente passi tra la richiesta e l’ottenimento della green card? Mi preoccupa abbastanza questo periodo di fermo in cui non potrò tornare a casa nè lavorare..

    grazie mille!

    • Cara Fra,
      Non importa che tu abbia la data fissata, ma devi sposarti entro i 90gg.
      Per la Green Card, visite e intervista incluse, per me ci sono voluti tre mesi.
      In bocca al lupo!

  • Ciao Jessica!
    Mi sono sposato e sono molto felice! Grazie dei consigli! Ti dusturbo ulteriormente per chiederti delle cose. .. ho con me i form i 130 e i 485 e il mio neo cognato ci aiuterà a compilarli. Con l’immigration non siamo affatto preoccupati perché non abbiamo premeditato nulla! Anzi la famoglia mia e suaa ci hanno aiutati col matrimonio. . Ora vorrei sapere… io ho il biglietto di ritorno il 15 di settembre. . Se compilo tutto e pago il dovuto posso restare an he se aspettare una risposta va oltre la data di permanenza? Spero di non subillarti troppo di domande! Noi ci amiamo REALMENTE …. GRAZIE

    • Ciao e congratulazioni!
      L’importante è che mandi tutto prima dei 90gg. Avrai una copia della spedizione postale. Poi anche se per un periodo non senti nulla, dormi tranquillo.
      Io sono stata chiamata relativamente presto per rilasciare le impronte. Per l’intervista ci sono voluti quasi tre mesi, e la Green Card mi è arrivata tre giorni dopo. Fammi sapere!

  • Ciao Jessica, come ti dicevo in un post che ti ho lascito con rispetto a le 7 cose che puoi capire solo se sei emigrante, io vivo in Messico da 11 anni…ma non per molto tempo. La mia compagna (che è messicana) è veterinaria in fauna silvestre ed ha trovato un lavoro in Kansas con tanto di visa per un anno e io ovviamente andrò con lei, entrando come turista e…e qui viene il bello. Ho letto attentamente il tuo caso come quello di molti altri in altri Blogs e la verità spero di poter far qualcosa per non rimanere come illegale e se hai qualsiasi suggerimento da darmi è benvenuto.

    GRAZIE e CIAO

  • Ciao, complimenti per il blog. Io sono Italiana, sposta con americano ad agosto dello scorso anno. Immediatamente dopo abbiamo iniziato la pratica per ottenere la green card e sono ancora in Italia che aspetto

    • Immagino. Io credo che dall’Italia sia un po’ più lunga la trafila. Non ho sperimentato personalmente, ma visto che c’è un’unica sede per le pratiche, mi pare ovvio. :-/

      • Grazie Jessica,speriamo si diano da fare e che non chiedano più documenti. Per ogni documento si prendono 30gg lavorativi

  • Buonasera, ho bisogno di un aiuto. la mia situazione e’ questa: io sono fidanzata con un italiano ma che vive in
    America da molti anni e ha doppia cittadinanza quindi. Io mi sono recata in America per la prima volta nella mia vita ad ottobre 2013 e per 90 giorni sfuttando l Esta . Sono ritornata a Marzo 2014 per altri 90n giorni sempre con l l ‘Esta. Di recente ho presentato domanda per il Visto ma mi è stata rifiutata….. La mia domanda è questa : come potrei fare per poter ritornare da lui ? esiste qualche possibilità …. siamo molto innamorati e auesto punto disperati perché non possiamo vederci .