Cose brutte dell’America: il sistema sanitario.

13 comments

Di solito, nel raffrontare paesi, loro culture, usanze e societá, cerco di evitare assoluti come “meglio” o “peggio” concentrandomi piuttosto su “diverso”. Ed il piú delle volte l’aggettivo è veritiero.

Ma per quanto riguarda il sistema sanitario negli Stati Uniti, personalmente mi sono trovata a corto di ogni flessibilitá. L’intera faccenda mi sembra, letteralmente, inaccettabile.

Va da se’ che questa è solo la mia opinione, modulata sulla base della mia esperienza di italiana che considera la sanitá un diritto. Tesi contrarie sono benvenute nei commenti.

Il sistema sanitario americano spiegato ai bambini: paga e sarai curato.

Ma come funziona e in cosa è così diversa dalla nostra la sanitá americana? Vediamo di spiegarlo in modo breve e semplice. In sostanza il servizio è privato, quindi si paga – e si paga assai – ogni volta in cui si ha bisogno del medico. Poichè realmente si parla di cifre stellari, ecco che in soccorso del cittadino arrivano loro, le assicurazioni sanitarie, meglio note come le vampire. Queste funzionano fondamentalmente come qualsiasi assicurazione: si paga un premio, e in caso di necessitá loro coprono le tue spese mediche. Potrebbe sembrare un buon sistema. In fondo anche noi paghiamo le tasse per avere la copertura delle spese mediche, mica ci curano gratis. Eh… aspettate di sentire i dettagli.

L’assicurazione, ovvero quando il sistema è contro il cittadino.

Il problema con tutte le assicurazioni del mondo ed in qualunque settore, è che spesso pare sia compito precipuo di queste istituzioni quello di cercare di non pagare l’assicurato. Fin qui non ho scoperto nulla di nuovo. L’ingenuo americano medio peró sembra non essere del tutto consapevole di questo fatto essenziale. Abituato a credere che il governo, il sistema, tutti lavorino e contribuiscano al suo benessere, non è avvezzo, come noi, ad aspettarsi la fregatura, a lottare contro la burocrazia, a credere che un “no” possa diventare “si” dopo adeguato dibattitto. Costui quindi paga la sua assicurazione e dorme sonni tranquilli. Almeno finchè…

Il giorno dopo il nostro matrimonio, mio marito si è affrettato a firmare un assegno per la mia assicurazione. Un vero affare, perchè lui è studente: con soli $6000 l’anno siamo coperti entrambi.

Affare… Non mi sono mai ripresa dall0 shock, io. Eppure è vero, questa è considerata un’ottima tariffa. Soprattutto perchè mio marito ha una specie di anemia e quindi le assicurazioni si rifiutano di coprirlo. Siamo stati graziati dalla polizza, e per giunta a prezzo speciale, solo perchè lui è studente.

E qui ci addentriamo in uno dei torbidi aspetti della sanitá negata. Se hai una malattia nessuna assicurazione in questo paese ti coprirá mai. Beh, forse si, per una cifra tipo $1200 al mese. Ma dipende da quello che hai. Diabete, tumori, condizioni serie equivalgono ad un “no” assoluto ed irremovibile. Qualcuno mi dirá: “Eh, ma è ovvio che l’assicurazione non prenda questi rischi”. Ovvio mica tanto. Innanzitutto, il concetto di “malattia”, condizone pre-esistente che dir si voglia è estremamente discrezionale. Basta molto poco per essere considerato un soggetto a rischio. E poi, se non l’assicurazione, queste persone – quelle che davvero hanno una malattia seria – chi le copre? Pagano o nulla. L’assistenza gratuita esiste solo e soltanto per le fasce povere. “Povere” significa veramente povere. Se hai un lavoro, e non importa quanto guadagni, devi pagare. In sostanza la classe media è fregata.

Il nostro ingenuo americano medio, tirato su con la sua brava mentalitá capitalista continua a sostenere che sia giusto così, perchè se lavori duro ottieni risultati (economici) e se ottieni questi risultati puoi pagarti le spese mediche. Se non guadagni abbastanza è perchè sei un inetto e/o uno scansafatiche. Questa è tra l’altro la tesi piú diffusa contro la proposta di Obama sulla riforma del sistema sanitario.

Ma viene il giorno in cui uno di questi indefessi lavoratori si ammala. Scenario orrifico, di una malattia grave. Diciamo un tumore. Il medico prescrive dei trattamenti e il nostro ammalato va dall’assicurazione a chiedere che questi siano coperti. E l’assicurazione che fa? Gli chiede di presentarsi per accertamenti. Lui si presenta. Risulta evidente che l’uomo sia in sovrappeso.

– Signor Smith, da quanto tempo è in sovrappeso?

– Da sempre. Non so. Da adolescente.

– Hmmm… perchè qui c’è scritto che al momento della stipula del contratto lei era in buona salute. Signor Smith, lei ha mentito. Doveva informarci di essere un soggetto a rischio. La polizza non è valida. Adesso le cure per il tumore se le paga lei. Buona giornata.

Proprio così.

Ma basta molto meno. Per esempio, io sto facendo i conti con queste aberrazioni da quando sono incinta. Per qualsiasi necessitá medica, l’assicurazione paga una porzione dei costi, mentre una parte spetta comunque all’utente. Concettualmente, il nostro ticket, anche se, ancora una volta parliamo di cifre molto, molto diverse. Quando sono andata alla mia prima visita medica, ho pagato qualcosa come $1000 quale ticket per l’intera gravidanza. Così mi hanno detto. Non mi sembrava troppo irragionevole. Nove mesi, una visita al mese, due ecografie, analisi del sangue varie, parto… Questo credevo. Finora ho ricevuto un conto dietro l’altro ogni volta in cui ho visto il medico. Un’analisi del sangue è stata addebitata sulla carta di credito di mio marito per $1100 senza preavviso (ancora stiamo lottando solo per capire cosa avremmo pagato). Il parto non è assolutamente incluso nel pacchetto, perchè le spese ospedaliere dipenderanno da una quantitá di variabili.

Oh, e sentite questa. Appena incinta arriva una lettera dell’assicurazione che chiede una certificazione medica della data di inizio della gravidanza. Con la lettera in mano chiedo a mio marito:

– Rick, ma perchè gli serve una certificazione se la data di inzio della gravidanza è su ogni documento? …Ah, aspetta, non mi rispondere…

In fondo alla lettera, piccolo piccolo, c’era scritto: “Se le informazioni richieste non perverranno entro due settimane, la copertura per il pacchetto maternitá sará annullata senza ulteriore nota“.

Credo che i commenti siano superflui.

Ma perchè questi costi esosi?

hospital bill
Aiutoooooo!!!!

Ricordate il mio post sulla macchina? Ebbene, la sanitá qui non è trattata diversamente da qualsiasi altro business. Infatti è un business, prima di ogni altra cosa. Gli studi medici sono lindi ed offrono vari piccoli extra, dalle bevande gratis alla tv, e via via piú su secondo i casi (alcuni ospedali con reparti maternitá offrono parrucchiere ed estetista per essere al meglio prima di fare le foto con il nuovo arrivato). In ogni caso vi è un numero esuberante di paramedici. Dalla reception, alla persona che prende i tuoi dati, a quella che ti misura la pressione… prima di vedere il medico si fa “amicizia” con una quantitá di individui, cosa che non sarebbe male se questo non significasse tagliare il tempo effettivamente passato con il medico, che è in ultima analisi, quello che interessa al paziente. Ma il medico è quello che produce denaro, è il chief executive dell’azienda, il suo tempo è troppo prezioso.

Così come in salumeria e dal concessionario di automobili, anche negli studi medici si è spinti al consumismo. Integratori, antidolorifici, farmaci generici o trattamenti all’apparenza senza effetti collaterali. Tutti raccomandati per farti spendere di piú. Da quando sono incinta ho fatto delle ricerche ed ecco cosa ho scoperto: il 40% dei parti in Florida sono taglii cesarei; dei parti vaginali, l’80% è indotto con pitocina. Sono io maligna o questi numero “puzzano”?. Puzzano perchè i medici sono pagati di piú quando esguono un cesareo. Puzzano perchè indurre un travaglio con pitocina significa guadagnare tempo e perció denaro.

Il nostro ignaro americano è venuto su convinto che ci sia una farmaco magico per tutto. Non ho mai conosciuto un americano che non prenda un Advil (antidolorifico) al primo, blando segnale di mal di testa. Per tutto c’è un bisturi o una pillola. Punto.

Le pubblicitá relative a medici e farmaci seguono questa logica. Un esempio? Donna attraente al parco che gioca con il suo cane incontra un uomo sexy e inizia a farci conversazione, il tutto, dopo aver iniziato la cura con un antidepressivo. Ask  your doctor!

L’aneddoto “esilarante”.

E chiudo con un’altra piccola storiella personale che credo sia esemplificativa.

Poco dopo il mio arrivo in Florida sono andata da mio suocero, che è uno stimato dentista, per farmi curare una carie. Forse avevo atteso un po’ troppo a lungo, sta di fatto che un dente doveva essere devitalizzato. Il mio papa mi manda quindi da un suo amico bravissimo che fa solo cure canalari. Mi dice di stare tranquilla, che non è una cosa grave. Io sono estremamente tranquilla. Quando avevo 20 anni sono stata assistente per un dentista per un breve periodo, ho visto molte cure canalari, so esattamente cosa mi faranno. Credo.

Lo studio del dentista specializzato è, come dire? Lussuoso. Bello, spazioso, luminoso, poltrone in velluto, personale con una divisa molto glamour. Andate di fantasia e ancora non ve lo immaginerete. Arriva la mia assistente personale, si presenta, mi prende i dati, mi spiega cosa faremo, mi mostra un disegnino a colori di un molare, un modellino 3d di un canale aperto. Mi dice di stare tranquilla. Mi sistema sulla sedia e mi da un telecomando. Per la tv, mentre aspetto. A meno che non preferisca la playstation. Per distrarmi, così sto piú tranquilla. Se continuano a dirmi di stare tranquilla, tra un po’ mi innervosisco. Arriva il medico, mi chiede se l’assistente mi abbia spiegato e mi chiede se sono tranquilla. Oh, che palle. Si, sono ancora tranquilla. Visto che sono una paziente collaborativa e molto tranquilla, mi suggerisce il gas. Il che? Vabbè, mi fido. L’assistente mi intuba. Ho un dubbio: si ricorda che dobbiamo fare una cura canalare o mi sta preparando per un intervento a cuore aperto? Non faccio in tempo a finire di formulare il pensiero, amici. Il gas è, letteralmente, esilarante. Comincio a sorridere come una deficiente, in uno stato di beatificazione. Sono totalmente drogata. Per tutto il tempo la mia pressione è sotto monitoraggio. Se lo desidero, posso vedere l’intervento sullo schermo al microscopio. Wow, immagine del mio canale in un miliardo di megapixel.

All fine, mentre resto sdraiata per i canonici 10 minuti (in caso di capogiro, prima che la droga lasci il mio organismo), l’assistente mi mostra degli stick e mi chiede: “Menta o fragola?”. Burro cacao con il logo dello studio, visto che son rimasta a bocca aperta per 45 minuti. Avrei preferito una fialetta di gas esilarante da portare a casa, ma pare sia illegale.

Amici, io non ho pagato per questo servizio. Non oso nemmeno pensare a quanto sia costato. So che nessuna assicurazione in questo paese lo coprirebbe. So anche che ai miei tempi, in Italia, senza supermicroscopio e lucidalabbra, si pagavano 200.000 lire. E funzionava. E forse il paziente era meno stressato da cotanti preparativi.

Ogni volta che vedo mio suocero dico di aver bisogno di una devitalizzazione. Non mi stupirebbe scoprire che il gas esilarante produce dipendenza.

  • Caspita…..sapevo un pò tutto sugli ospedali e le assicurazioni…. ma ugualmente caspita….
    Comunque ciao… ottimo blog…. ben scritto.
    Io e la mia piccola famiglia (moglie e piccolo 2 anni e 1/2) ci dovremmo trasferire il prossimo anno in Florida a Fort Lauderdale….
    Sono tra i possibili vincitori di Green Card…passata la prima selezione attendo di essere contattato per l’intervista con il Console.
    La mia meta sinceramente era il Texas che conosco abbastanza bene….. invece per necessità organizzative dovremo iniziare la nostra avventura in Florida….

    • Ciao Federico,
      se posso esserti utile quando arrivera’ il momento, scrivimi pure in privato. Fa sempre piacere parlare con qualcuno che “ci e’ gia’ passato”.
      Per me quello del sistema sanitario e’ il primo nella lista dei miei problemi qui. Tutto il resto si puo’ superare con un po’ di elasticita’ mentale e spirito di adattamento; ma questo punto proprio mi rimane ostico, visto che provengo da una cultura in cui, nel bene o nel male, l’assistenza e’ garantita.
      Saremo vicini di casa. Secondo meglio in Florida che in Texas! A meno che non fai il petroliere! 😀

  • Hi Jessica,
    For being in the USA such a short time, you have deciphered our health care system very well. Like everything else here, it is driven by greed. For most of my life I paid my own health insurance and the care I received wasn’t bad for the price paid. I also covered the risk in a way that if something terrible happened I would be able to afford it. There was a brief period of time where I worked at Microsoft and was covered by a group health plan with 100% coverage and no co-payments. It probably cost Microsoft $1600 per month for me and my family, but what it meant was that no matter what treatment was needed, we were never denied and we never had to pay a single $. This is obviously a rare situation for Americans in general. The unfortunate side effect of our system is that all doctors are now “specialists”. They figured out early in their careers that they would make more money if they specialized in a single area. A 5-minute consultation with a specialist is usually $400. The system certainly works against the poor in two dimensions – they cannot afford to stay healthy because they are encouraged to eat low quality food (which is all they can afford) and then when they get sick from this, they cannot afford the medication or treatment to help them. The most upsetting part for me is this idea that there is an expensive pill to fix everything. I know people who are overweight, high cholesterol, high blood pressure and instead of fixing the cause (the food they eat), they insist on taking pills to treat the symptoms.

    • Yes, all you say unfortunately already sounds familiar. I had to take an “intensive course”, figuratively speaking, since I got pregnant so soon after moving. Comng from a country where I could always take healthcare for granted, I think this is the biggest cultural clash I’m going through, here.
      And I could not agree more with the loop of unhealthy food and “quick fix” medicine. I find it very sad.

  • I suggest you read this article http://shar.es/R79Xh .
    Tornerò a Naples, FL, dai miei nipotini dopo l’otto di aprile e vi starò molti mesi, visto che ho la green card. Sarei contento di poter approfondire con lei molti dei suoi scritti, se lei mi fornisce un recapito sia di posta elettronica che di telefono.
    C’è molto da approfondire! Complimenti ed auguri.

    • Buongiorno Armando,
      Le scriverò un’email nel pomeriggio.
      Spero di poterla salutare di persona presto!
      Jessica

  • Buongiorno Jessica, e complimenti per la sua analisi del Sistema sanitario USA.
    Sto per trasferirmi a Palm Beach con la mia famiglia (moglie e due bambine) ed ho una bambina affetta da fibrosi cistica (non grave, ma ha comunque bisogno di controlli periodici).
    Stipulare un’assicurazione sanitaria che copra un po’ tutto mi sembra l’unica opzione finora, ma, In base alla tua esperienza ed alla corrente situazione della Sanita’ in questo Paese, cosa mi consiglieresti di fare ?
    Spero di poterti presto incontrare di persona ed auguri er tutto!
    Bruno

    • Ciao Bruno,
      Grazie ad Obama, le assicurazioni non possono più negare copertura per condizione preesistente ai bambini. Quindi stai tranquillo su questo.
      Ti suggerisco di parlare onestamente con chi ti venderà la polizza di copertura sanitaria familiare. Ci sono due cose principali da tenere in mente: 1. Per qualsiasi visita medica, con rare eccezioni, il paziente deve sempre pagare un co-payment (paragona al nostro ticket). Questo può variare, anche se non di molto, secondo la tua polizza. Per esempio, anziché $20, con la mia nuova polizza io mi ritrovo a pagare $30 in caso di visita specialistica (visita, non trattamento!) Ora, non sembra molto, ma se devi andare dal medico spesso, vale la pena considerare questa differenza. 2. Il “deductable”. In pratica nella polizza viene stabilito che tu pagherai tanti co-payments fino a un massimo di X. Per esempio, fino a $5000 nel corso dell’anno. Se superi questa cifra, l’assicurazione copre qualsiasi spesa extra. In genere il costo mensile della polizza è inversamente proporzionale al deductable, ma di nuovo, se ti aspetti molte spese, magari vale la pena pagare un po’ più in premio e avere una soglia di deductable più bassa 😉
      Infine: ricordati che le assicurazioni se ne approfittano, MA cmq vogliono vendere. Se fai capire di essere a conoscenza dei tuoi fatti, se metti in chiaro che sul mercato ci sono altre assicurazioni da cui poter scegliere, l’affare è migliore per tutti!
      Ti mando una mail in privato per metterti in contatto con la ns community di italiani e italo americani a Palm Beach County. A presto!

  • Buongiorno Jessica!
    Mi chiamo Chiara e sono una studentessa del Politecnico di Milano. Ho deciso di parlare dell’architettura sanitaria americana per la mia tesi di laurea.
    Sono una pioniera, pochi hanno voluto parlare di questo argomento al Politecnico, in parte per la questione delle assicurazioni sanitarie, in parte per il fatto che l’America è una federazione di stati (dal punto di vista giuridico è molto vasto come argomento).
    Volevo chiederti se conoscevi qualcosa sulle normative architettoniche, in particolare quanto cambiano da uno stato all’altro, oppure un sito internet dove posso fare qualche ricerca.
    La mia tesi, in particolare, consiste nell’analizzare una decina di casi studio sull’edilizia sanitaria americana e di metterla a confronto con quella europea. Capire come mai, in una situazione così critica dal punto di vista assicurativo, gli ospedali americani sono più belli ed efficienti rispetto a quelli europei, dove invece il servizio sanitario è migliore.
    Ti ringrazio in anticipo <3

    • Cara Chiara,
      l’argomento e’ molto specifico, dovro’ rifletterci su un attimo per indicarti delle fonti.
      In pratica a te interesserebbero le normative sull’edilizia sanitaria – incluse varibili da stato a stato – giusto?
      Posso intanto darti una spiegazione “profana” e non tecnica sul perche’ gli ospedali qui siano piu’ belli.
      Come ho scritto anche nel mio post, la sanita’ negli States e’ trattata assolutamente come un business. Il prodotto in vendita e’ la “cura”.
      Per vendere qualsiasi prodotto, un buon marketing, una buona immagine e tutta una serie di accessori, diventano elemento chiave.
      Ecco perche’ gli ospedali (ma anche semplicemente gli studi privati dei vari medici) sono belli, decorati, equipaggiati con ogni serie di servizi.
      Quando ho partorito, ho fatto il tour di due ospedali. In entrambi i casi ci hanno fatto visitare la struttura (camera singola con tv, frigo, sedia a dondolo, etc.), ci hanno offerto una bibita e uno snack, ci hanno dato brochures e numeri di telefono da chiamare per qualsiasi domanda (“Quanto costa avere la vasca da parto in camera?).
      Tutto questo show ha un costo, ed e’ volto alla vendita. “Partorisci con noi, sara’ piu’ divertente” potrebbe benissimo essere uno slogan veritiero.
      In una cultura estremamente capitalista, la maggior parte della gente non pensa: “Preferirei avere un biscottino dell’ospedale in meno e qualche dollaro in tasca in piu'”, bensi’:”E’ il mio parto, la mia esperienza, mi merito il meglio”. E questo a prescindere dal fatto che uno possa permetterselo o no! Per molti la carta di debito e’ uno stile di vita. Ma sto divagando.
      Ricorda anche che le assicurazioni pagano l’ospedale direttamente, quindi l’ospedale e’ particolarmente motivato a vendere. Infatti, se hai un’assicurazione, in fondo non sei tu a pagare tutto e quindi devono attrarti con qualcosa perche’ tu li scelga; se l’assicurazione non ce l’hai, devono accertarsi che tu non spenda il tuo beneamato contante altrove, e quindi devono comunque attrarti E magari offrirti uno sconto.
      Faccio un po’ di domande e vedo dove puoi trovare fonti tecniche per la tua ricerca.
      In bocca al lupo per la tesi!

      • Ti ringrazio tantissimo! Anche con questa piccola spiegazione mi hai veramente aiutato! Avevo già un sospetto di base sul fatto che la bellezza degli ospedali fosse direttamente collegata con la questione delle assicurazioni sanitarie.
        Ora che non è più soltanto un ipotesi, posso concentrarmi sulla selezione dei casi studio e sull’inquadramento storico.
        Se trovi qualcosa sulle norme dell’edilizia sanitaria te ne sono grata, più che altro per capire se è il caso di analizzare gli ospedali di un solo stato o di più stati.
        Ti ringrazio ancora per l’aiuto
        Crepi il lupo!

  • {"email":"Email address invalid","url":"Website address invalid","required":"Required field missing"}
    >
    %d bloggers like this: